Gears of War – Boardgame

Disponibile da vari mesi ormai, ho aspettato di leggere un po’ di commenti a freddo prima di procedere, nonostante già il tema fosse più che sufficiente a farmelo desiderare fortissimo.
Si tratta di un cooperativo in cui da 1 a 4 giocatori combattono contro il sistema diGears of War: The Boardgame gioco, che gestisce le Locuste in maniera automatica tramite una serie di carte. Il regolamento è snello e piuttosto semplice, si spiega velocemente ed in breve tempo si è in grado di giocare. Bisogna innanzitutto scegliere una missione, che è divisa in stadi (stage) e livelli (mappe). In linea di massima vanno di pari passo (passando da uno stage all’altro cambia anche la mappa), ma non è per forza sempre così. La missione determina, oltre alle sezioni di mappa da usare, anche i tipi di Locusta che affronteremo, eventuali regole speciali e, chiaramente, le condizioni di vittoria.
Scelto un personaggio (nella scatola son disponibili i quattro membri della Squadra Delta) si procede a turno attivando il proprio personaggio giocando una carta Ordine e compiendo eventuali altre azioni facoltative (interagire con l’ambiente, aiutare un compagno atterrato, ecc) e pescando poi una carta AI che attiverà le Locuste. Uno degli aspetti più importanti e interessanti è la strategia richiesta nell’utilizzo delle carte Ordine che si hanno in mano (6 per tutti tranne Marcus che ne ha 7) e che si usano, oltre che per agire normalmente, anche per le azioni facoltative (ad esempio per aiutare un compagno o raccogliere un’arma bisogna scartare una carta), o per interferire con l’attivazione delle Locuste (alcune carte permettono, se scartate, di sparare ad una Locusta fuori dal proprio turno, o di guadagnare un bonus in difesa quando si viene attaccati). La cosa più interessante però è che queste carte rappresentano anche i Punti Vita del proprio personaggio: quando si viene feriti si devono scartare carte dalla propria mano, riducendo drasticamente le opzioni a nostra disposizione. Se si rende necessario scartare più carte di quante si hanno in mano si è considerati “a terra” (bleeding out) e non è possibile far nulla finché un compagno non ci raggiunge per aiutarci. A differenza dei videogame però, quando si è a terra si viene completamente ignorati dalle Locuste (niente esecuzioni), ma se tutti i giocatori sono contemporaneamente a terra la partita è persa. Le carte vengono reintegrate pescandone massimo 2 a inizio turno (senza poter superare il limite di mano), quindi gestirle sapientemente è fondamentale se si vuole avere qualche speranza di vittoria.
Il gioco funziona piuttosto bene, il regolamento semplice (non banale) e il fatto d’essere un cooperativo permette di “tirare dentro” anche giocatori non abituali (ma che magari sono appassionati di videogiochi). Inoltre i materiali sono abbondanti (anche se non quanto nel boardgame di DooM) e di ottima qualità, soprattutto le miniature: belle e molto dettagliate. Il costo purtroppo è abbastanza alto: 70$ che magicamente diventano 70 Euro nei negozi italiani (ma cercando online si trovano rivenditori europei che applicano un cambio decisamente più onesto). Va detto che è un gioco facile da mettere sul tavolo: setup breve, regole semplici da spiegare, cooperazione fra i giocatori, ottimi materiali, adatto anche ai giocatori non hardcore, e che quindi è un “investimento” che probabilmente verrà sfruttato a dovere (a differenza di quello di Doom, ad esempio, che appena viene nominato la gente comincia a piagnucolare).

Insomma, per ora giudizio più che positivo. Decisamente.

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