Attraverso la Breccia, benvenuti a Malifaux!

1787, cercando una fonte alternativa di potere per una  magia  morente, i più grandi incantatori della Terra si riuniscono e aprono la Breccia. Come questo sia successo esattamente non è chiaro, ma dall’altra parte viene scoperto un mondo parallelo al nostro, apparentemente abbandonato, ma ricco di uno strano tipo di gemme, che verranno chaimate Soulstones, infuse di un’energia latente che un incantatore può incanalare per i suoi scopi.

Poco più di un secolo dopo, è ambientato Malifaux, gioco di miniature skirmish e mia più recente scimmia.
Era tempo che lo tenevo d’occhio: l’ambientazione steampunk-horror mi attirava un casino, ma per tutta una serie di motivi non mi ci ero mai buttato. Vuoi che recentemente ho ripreso a dipingere, vuoi che Wyrd (produttore del gioco) ha virato completamente verso la plastica, molto più semplice da lavorare e meno delicata, vuoi che volevo una scusa per comprare le deliranti miniature di questa linea, alla fine ho ceduto.

Due parole sul gioco: il regolamento, che sto ancora leggendo, è piuttosto breve ma ben dettagliato. L’impostazione è decisamente più dalle parti di un Warmachine che di un Warhammer, squadre (dette Crew) di pochi pezzi in cui ogni singolo pezzo, anche l’ultimo dei tirapiedi, è comunque un mini-personaggio, con varie abilità e caratteristiche speciali. Come in Warmachine, anche in Malifaux conta moltissimo, oltre alla fazione che si gioca, il leader (detto Master) che si utilizza, determinando questo le strategie di base e di conseguenza i membri più appropriati per la propria Crew.
Una delle caratteristiche che mi ha colpito di più fin’ora è che gli scontri e gli altri check che vengono effettuati durante la partita non sono risolti con i dadi ma tramite un mazzo di carte. Non sono ancora entrato nello specifico, ma due differenze rispetto all’essere semplicemente un dado a 13 facce sono i semi, che a quanto ho capito possono influenzare l’esito di specifiche abilità, e il fatto che la fortuna si ammortizza su tutto il mazzo: se pesco bena all’inizio so che più avanti avrò brutte carte e viceversa.

Ho preso due Crew, qui di seguito alcune foto della prima: Dark Debts.
E’ una crew doppia fazione Neverborn / Ten Thunders, guidata da Jakob Lynch. Non conosco molto il background, perché è sull’ultimo libro pubblicato e non mi è ancora arrivato. E’ una crew nuova, in plastica. Per giocarla efficacemente avrei bisogno almeno di un’altra scatola, le zocc… ehm, Beckoners, ma anche queste arriveranno.
Per ora ho la scatola base, Dark Debts, che contiene Lynch, il suo totem,  Hungering Darkness, e tre Illuminati, ho poi preso Mr. Graves e un blister di Sorrows.

Ogni miniatura ha una sua carta che ne riporta statistiche e abilità speciali. Non mi entusiasma il formato e il fatto che siano piegate in due. Considerando che, come quelle di Warmachine, riportano anche le ferite, sarebbe molto pratico poterle inserire in una bustina formato Magic per smarcare le ferite con un pennarello da lavagna. Si può fare, ma tenendo la carta chiusa, rendendo impossibile leggere le abilità descritte all’interno.
Poco male, comunque. Quel che importa è che il gioco si riveli divertente e bilanciato. Le premesse ci sono, devo solo trovare il tempo per finire di leggere il regolamento e montare le mie due Crew…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...