Rcorda che devi morire – Dungeon Storming, prime impressioni

Per la serie meglio tardi che mai, in questi giorni ho provato Dungeon Storming: Il Nido di Phirion.

Dungeon Storming: Il Nido di Phirion

Di questa piccola e poco nota serie di giochi si è invero scritto abbastanza, sul web, se uno sa dove cercare, ma riassumo brevemente. Dungeon Storming è una collana di “mini” dungeoncrawler, pubblicati da Greebo, due nel 2014 e due nel 2015, ognuno dei quali contiene una mappa, alcune schede, e una manciata di miniature in metallo in scala 15mm: 2 eroi e 7 mostri, di cui 6 tirapiedi (tutti uguali) e un boss.
Ogni gioco della serie è giocabile a se, in due giocatori. In alternativa, fino a un massimo di sei giocatori possono unirsi nell’avventura combinando più scatole. Essendo un cooperativo puro (non c’è figura equiparabile a un “master”) il gioco è perfettamente giocabile anche in solitario.

Dungeon Storming: Il Nido di Phirion
Tre soli Dragoniani? E’ andata bene…

La componentistica è di buon livello: le miniature sono molto dettagliate, considerando le dimensioni, ben scolpite e ben stampate, almeno per quel che ho potuto vedere io. Sono tutte un po’ “piatte” ma è caratteristica comune delle miniature stampate in un singolo pezzo. Ho apprezzato una certa cura nella scelta delle posizioni, che portano arti e armi a sovrapporsi ad altri elementi, creando più punti di contatto e dando quindi une certa compattezza alle miniature. Guardate la miniatura della Ranger ad esempio: la balestra è completamente sovrapposta al mantello, prevenendo così una facile rottura. Questo secondo me è un aspetto troppo spesso sottovalutato da chi crea miniature per un  boardgame, e quindi non necessariamente indirizzate a un modellista. Scelta di dimensioni, materiali, pose… dovrebbero sempre tenere conto del target a cui è rivolto un modello.
Mappa e schede varie sono a colori ma in uno stile quasi-monocromatico antichizzato che rende davvero bene l’atmosfera. La mappa che funziona da plancia di gioco è disegnata a mano e le regole sono riportate sulla mappa stessa come fossero annotazioni di un avventuriero che ci avesse preceduto nell’esplorazione del dungeon (e in effetti è proprio così che viene proposta nel testo introduttivo all’avventura). Nel caso di Il Nido di Phirion la mappa è stampata su entrambi i lati e da una parte presenta la foresta in cui si trova l’ingresso al nido del drago, sul retro il dungeon vero e proprio.

Dungeon Storming: Il Nido di Phirion
Con tutto quell’oro il barbaro Korgoth si comprerà un’ascia più grande.

Il regolamento è semplicissimo, il tutto si basa sull’entrare in una nuova area (stanza o corridoio), “esplorarla” tirando un d6 sulla tabellina relativa e applicarne i risultati (di solito brutte cose). Il gioco si “apparecchia” in due minuti netti e si è subito pronti a giocare. E meno male, perché la partita potrebbe essere davvero breve. Dungeon Storming infatti si distingue per l’elevatissimo tasso di mortalità. Mi è capitato di vedere entrambi i personaggi morire nella prima stanza in cui hanno incontrato mostri. Dico davvero. Cinque minuti scarsi di partita. Arrivare al boss al primo colpo è pressoché impossibile. Scordatevelo.
Il gioco permette però di uscire dal dungeon con il bottino per far spese all’emporio e tornare in un secondo momento meglio equipaggiati. Ci sono due problemi però: appena entrati il cancello all’ingresso del dungeon si chiude immancabilmente alle spalle dei personaggi, che dovranno trovare una chiave per poter uscire. Quindi niente capatine da due stanze e poi fuga. La chiave necessaria ce la si dovrà guadagnare con sudore e sangue. Soprattutto sangue. Secondo problema, una volta lasciata una stanza, se questa verrà visitata nuovamente, andrà di nuovo “esplorata” il che nel 90% dei casi significa che verranno generati nuovi mostri. Questo vale tanto per quando, ottenuta la chiave, si cerca di uscire dal dungeon con un po’ d’oro in saccoccia, quanto per le visite successive. Arrivare al boss sarà faccenda lunga, di molte e ripetute scorrerie nel dungeon, molte delle quali infruttuose. Per capirci: io ancora sto grindando nella foresta, nel nido di Phirion ancora non ci ho messo piede.
Dungeon Storming è figlio di HeroQuest quanto di Rogue Legacy.

Dungeon Storming: Il Nido di Phirion
Fottute trappole.

Farà strano, ma a me sto giochino sta piacendo da matti. Sarà che sono masochista (e il mio apprezzamento per i danmaku è li a testimoniarlo), sarà che ho recuperato una scatola come nuova a un prezzo ridicolo e ci ho goduto come un riccio, ma Dungeon Storming è stato proprio una bella sorpresa. Certo è che, sempre di più, il girone dei blasfemi sarà il luogo dove trascorrerò l’eternità.

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