Shadespire: Steelheart’s Champions

C’è voluto un po’, ma ho finito gli Steelheart’s Champions, la banda di Stormcast Liberator per Shadespire.

Steelheart’s Champions

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Shadespire: conversione Stormcast

Ho preso Warhammer Underworlds: Shadespire, e già prima di averlo fra le mani, sapevo che avrei voluto convertire il leader degli Stormcast, la cui carta mi dice chiamarsi Severin Steelheart, per mettergli l’elmo in testa.
Gli Stormcast in generale mi sono abbastanza indifferenti. Quello che non mi piace sono gli Stormcast a viso scoperto. Decisamente li preferisco più impersonali.
Così ho provato un po’ di soluzioni e alla fine ho deciso per questa:

Shadespire Stormcast Steelheart conversion
La lanterna è un avanzo dal kit del Knight-Venator, un minimo modificata per sembrare una comune lanterna.
Dietro la spalla c’è  da lavorare un po’ di greenstuff,  ma il grosso della conversione è a posto e ne sono piuttosto soddisfatto :)

DeadZone – prime impressioni

Delle miniature di DeadZone ho già parlato QUI. Oggi cercherò di raccontarvi il resto.

Il gioco, ambientato nell’universo di WarPath, è stato subito soprannominato “il Necromunda della Mantic”, a dimostrazione di quanto lo skirmish fantascientifico di GW sia ancora ben presente ai giocatori, nonostante sia fuori produzione da anni.

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Krosmaster Arena – Serie 2 – Day One

Da qualche tempo sto giocando, fra gli altri, Krosmaster Arena, un bel giochino su plancia quadrettata con valori di produzione altissimi. Le miniature, qui chiamate “statuette”, sono preassemblate e predipinte, e sono davvero belle. Certo, deve piacere lo stile “chibi” o “super deformed” di derivazione nipponica, ma dietro l’aspetto pacioccoso e colorato si nasconde un gioco tutt’altro che stupido.
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Dreadball – Marauders Team – The Greenmoon Smackers

Ho ricevuto le mie prime miniature di Dreadball, il gioco sportivo futuristico di Mantic Games: una scatola di orchi (pardon: marauders), i Greenmoon Smackers.

Dreadball - Marauders Team - The Greenmoon Smackers

Le miniature sono di buona fattura, nella “plastiresina” cui ci ha abituato la Mantic con le sue ultime uscite.
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Button Men

Button Men nasce come gioco da distribuire alle convention. Originariamente i personaggi erano stampati su delle spille (button, appunto) e venduti alle con. L’idea era quella che i visitatori se ne appuntassero una addosso e si fermassero a giocare quando avessero incontrato qualcun altro con un Button Man. L’idea è carina, ma a quanto ne so non ha mai preso piede più di tanto (in America. Qui non esiste proprio).

Button Men (carte)

Ora il gioco è offerto gratuitamente sul sito del creatore, sotto forma di set di carte da stampare. Vi servono solo un paio di manciate di dadi assortiti. Continua a leggere

RoboRally

Lo scorso weekend ho organizzato una giornata ludica e fra gli altri abbiamo fatto un giro a RoboRally, ho fatto quindi un paio di foto per il blog, giusto per mostrare le miniature “dipinte”.
Le virgolette sono d’obbligo, perché non è che mi sia sbattuto più di tanto, ma diversi fattori mi han fatto decidere per un approccio il più veloce e privo di sbattimento possibile. Innanzitutto la qualità delle “miniature”, sia la qualità della plastica (per nulla rigida e che quindi non sapevo come avrebbe tenuto il colore) che il livello di dettaglio lasciavano abbastanza a desiderare. Inoltre, trattandosi di pezzi di un boardgame sono propensi a finire in mano a gente che non gioca assiduamente e non dipinge, e ad esser quindi “maltrattati”.
Però volevo colorarli perché tutti grigi portavano ogni tanto le persone a confondere i pezzi e muovere quello sbagliato. Ho così deciso per la monocromia: base di un colore, wash di un altro e poi drybrush del colore originale.

Alla fine son venuti più che dignitosi ed è una soluzione che penso applicherò ancora in futuro.