Radiant Silvergun …finalmente?

Aspetto questo gioco da anni, da quando, ben oltre un lustro fa, provai (e amai subito) Ikaruga. Mi piacerebbe raccontarvi che lo comprai import per Dreamcast, ma la prosaica realtà è che lo giocai PAL su GameCube.
E fu amore a prima vista.
Poco dopo iniziò il mio calvario: Ikaruga è il “seguito” di uno shooter uscito solo su Saturn, Radiant Silvergun, difficile da reperire e molto costoso. Io lo voglio. Giocarlo originale avrebbe costi proibitivi, e percorrere vie “alternative” era comunque problematico: la macchina è difficile da emulare e l’ultima volta che mi son informato non era possibile giocarlo perfettamente. Inoltre c’è la mia indole nerd, che mi impedisce di appassionarmi a un gioco se non lo possiedo originale. Quindi aspetto. E soffro. Soffro leggendo le recensioni. Soffro leggendo gente sui forum che lo incensa e lo pone addirittura sopra al sacro Ikaruga. E’ shmup ben migliore, dicono. E io non ci posso giocare.

Fino a quando Microsoft e Treasure annunciano il porting come XBLA. Fiato alle trombe, si innalzino i cori angelici, alleluja! L’attesa è lunga, più del previsto, ma finalmente l’agognato Radiant Silvergun arriva sul Live, un po’ in sordina, a dire il vero. Lo compro subito, naturalmente. Lo provo un bel po’, e… sono perplesso. Ci gioco ancora, e ancora. Le ore aumentano, ma io continuo a esser perplesso.
Sarà questione di gusti, ma già avere 6 tipi di sparo (più la spada) mi pare eccessivo. Ma quello che proprio non mi convince è sta tanto osannata meccanica dell’esperienza per le armi: più le usi, di partita in partita, più diventano potenti. Cioè, il grinding in uno shmup? Che cazzo è, Final Radiant Fantasy? A me non sembra una così gran bella idea, anzi, è l’antitesi della natura dello shmup, un genere in cui partita dopo partita, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, divento sempre più bravo, al limite dell’autismo, fino al tanto agognato 1cc prima, e a un hiscore degno di questo nome poi.
In Radiant Silvergun è il gioco a diventare bravo al posto tuo!

Che Radiant Silvergun sia superiore a Ikaruga, poi, è una puttanata così grande che non meriterebbe nemmeno di essere commentata. Posso però immaginarne le origini: sboronaggine di chi lo possiede unita a una cronica inettitudine col tipo di gioco.
Sicuramente Ikaruga deve molto al suo precursore: le chain, l’assenza di power-up, il procedere attraverso i livelli risolvendo quelli che a tutti gli effetti sono dei puzzle… Però, cazzo, il tutto è rielaborato con una pulizia stilistica, un’essenzialità, un’eleganza che Radiant Silvergun nemmeno si sogna.
Due colori, tre tasti, musica divina in sottofondo, il respiro rallenta, il battito cardiaco si stabilizza, regolare. Presto lo schermo si riempirà di nemici e proiettili, e il mondo ci impazzirà intorno in un sublime affresco in bianco e nero.

Il gioco delle formiche giganti

Earth Defense Force Insect Armageddon Xbox360 coverIn questo periodo sto giocando, fra gli altri, il recente Earth Defense Force: Insect Armageddon, ultimo uscito in una serie che conta due episodi su PS2 (in Europa credo sia arrivato solo il secondo, con il titolo Global Defense Force), uno su Xbox 360 (Earth Defense Force 2017) e questo ultimo episodio uscito sia su Xbox che PS3.
Ma Insect Armageddon è quasi il primo episodio di una nuova serie: i cambiamenti sono moltissimi, a cominciare dallo sviluppatore, che non è più Sandlot (jap), ma Vicious Cycle (usa).
Per chi non conoscesse la serie,  EDF è uno sparatutto in terza persona molto lineare, con un’ambientazione piuttosto cheesy (insetti giganti, dischi volanti, cloni di Godzilla, robot alieni, ecc…), nato su PS2 nella linea Simple 2000 (popolare linea economica giapponese caratterizzata da giochi sviluppati a bassissimo costo). Il gioco, ripetitivo oltre misura, ignorante come pochi altri, e graficamente poverissimo, risulta però incredibilmente divertente. Sarà che se c’è da sparare addosso a qualcuno io mi diverto sempre, sarà che l’ambientazione da film di fantascienza anni ’50 mi piace un sacco, ma questa serie riesce a divertirmi in una maniera che altri giochi ben più elaborati e ben progettati non riescono a fare.
Tornando a Insect Armageddon, è chiara la volontà di migliorare e modernizzare un po’ tutto l’impianto di gioco, con scelte semplici (e non particolarmente originali), ma che se non altro riescono a rimuovere un po’ di quella patina di amatorialità che permeava i precedenti capitoli. Abbiamo quindi obiettivi intermedi durante le missioni, la ricarica attiva, quattro “classi” fra cui scegliere, con varie caratteristiche e abilità speciali, una buona varietà di nemici e i veicoli finalmente utilizzabili (nei precedenti capitoli, per via della governabilità tuttaltro che perfetta si finiva spesso per lasciarli parcheggiati). Anche graficamente il gioco è decisamente migliore: i bonus ora sono tridimensionali (in EDF2017 erano 2D, come quelli di DooM II!), i nemici distrutti hanno un’animazione delle texture che li “disintegra” qaundo vengono rimossi (in EDF2017 semplicemente sparivano), e tutto quanto risulta ben più dettagliato. Nulla di eccezionale, sia chiaro, ma il nuovo engine si fa apprezzare rispetto al precedente.
EDF Insect Armageddon screenshotIn tutto questo, però, si è anche cercato di modernizzare l’ambientazione: abbiamo sempre le formiche giganti (e i ragni, e le vespe) ma gli alieni hanno ora un look più moderno, hanno perso quel design molto anni ’50 che caratterizzava i due titoli PS2 e che già in EDF2017 si stava allontanando da quegli stilemi. Niente più tripodi alieni, quindi, ma scintillanti (e velocissimi) robot, niente più dischi volanti, ma astronavi con ali ad assetto variabile. Chi non riesce a non prendersi sul serio apprezzerà (o forse no, dato che probabilmente lascerà questo titolo sullo scaffale), a me però un po’ spiace.
Cambi stilistici a parte, questo Insect Armageddon mi sta piacendo un sacco: le quattro diverse classi sono sufficientemente diversificate da rendere un minimo piu vario l’approccio al combattimento (si tratta sempre di sparare a tutto quello che si muove, ma poter volare piuttosto che piazzare torrette automatiche sono opzioni che rinfrescano un minimo l’esperienza); anche i nemici sono più vari, e non solo nell’aspetto, ma non aspettatevi IA sofisticatissime… anzi, non aspettatevi proprio che abbiano un’IA (e se lo chiedete a me, non se ne sente la mancanza).
In conclusione, non saprei se consigliare Insect Armageddon a qualcuno. E’ un gioco mediocre, graficamente scarno, poco vario, con nemici idioti la cui unica forza è il numero, ripetitivo all’inverosimile, eppure… eppure se l’idea di scorrazzare per i livelli sterminando centinaia di nemici, abbattendo palazzi, sparando come se non ci fosse un domani vi alletta, se non vi spaventa una realizzazione tecnica appena sufficiente, o una generale pochezza di design, potreste scoprire che EDF è un gioco genuinamente divertente. Scemo come pochi altri, ma capace di tenervi incollati per ore allo schermo, a fare sempre la stessa cosa: sparare.