Gudrun the Enlightened

In questi giorni ho finito un proxy da usare come Gudrun the Enlightened, una carta alternativa per Gudrun the Wanderer utilizzabile in lega. Visto che questa nuova versione ha un’abilità chiamata Ninjutsu, e che comunque non potrei usarlo in torneo, ho deciso di proxarlo con il Ninja Maneater dal range Ogre Kingdoms di Warhammer.

Ninja Maneater
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Torre in Rovina – 2

Ho assemblato i piani superiori e completato le Rovine Pietrafunesta.

Prima di incollare tutto, ho dato una mano di primer spray grigio alla base, e quindi ho fatto un lavaggio nero. Questo perché una volta montata, la parte superiore copre un’ampia porzione del piano terra rendendo meno comoda la colorazione. Così, anche le parti che non riuscirò a raggiungere agevolmente col pennello, avranno comunque un minimo di colorazione, per quanto essenziale.
Ad ogni modo è un pezzo “da gioco”, non ho intenzione di esporlo a nessuna mostra, quindi accettabilissimo anche se non dipinto in maniera maniacale.

Una volta montato il tutto, ho dedicato un po’ di tempo all’aggiunta di qualche dettaglio qua e la: una trave di legno a sostenere quel che rimane del piano più elevato (è un pezzo di sprue intagliato e carteggiato per sembrare legno), qualche blocco di pietra in più dove la struttura ne era improvvisamente priva. Ho inoltre aggiunto una scala per accedere all’ultimo piano, oltre che fornire un ulteriore punto d’appoggio alla struttura che, per quanto di dimensioni ridotte, era parecchio aggettante nel vuoto.

Sono molto soddisfatto del risultato, è un elemento scenico di dimensioni generose, ben scolpito e che prevedo farà la sua porca figura sul campo di battaglia.
Resta solo da trovare il tempo per dipingerlo…

Torre in Rovina – 1

Mi son finalmente messo a costruire le Rovine Pietrafunesta della GW che comprai qualche tempo fa. E’ una torre in rovina di due piani, molto bella esteticamente e che offre una buona postazione per tiratori di ogni genere. L’unica cosa che proprio non mi piaceva era il cerchio di pietre con i simboli della magia di Warhammer al piano terra, e soprattutto quella specie di orologio/astrolabio che vi stava al centro. Sono elementi che non mi piacevano esteticamente (troppo esagerati), inoltre volevo una torre più “generica”, meno “marchiata” Warhammer.

Per rimuovere i simboli della magia, che erano in rilievo, son bastati cutter e carta vetro. Per gli elementi al centro ho valutato varie possibilità: da riempire tutto con stucco a usare del polistirolo. Misurando il diametro del buco (4cm) mi è venuta l’illuminazione: una basetta tonda da 40mm! Perfetto! Faccio qualche prova, rimuovo un bel po’ degli elementi più in rilievo dell’orologio per allineare la base al resto delle pietre, e scolpisco una texture “rocciosa” sulla base. La provo, e decido di dividerla in quattro pietre, seguendo il pattern del cerchio esterno. La incollo a posto e il risultato è davvero soddisfacente.

A questo punto comincio ad assemblare i muri che poi reggeranno il pavimento del primo piano. E’ necessaria un po’ di green stuff per chiudere qualche buco o aggiungere qualche dettaglio, ma l’operazione risulta abbastanza semplice. E già si intravede un’ombra del modello finito.

Lascio riposare il piano terra, e comincio ad assemblare la parte superiore…

Rovina Pietrafunesta

Skaven – Rat Ogre

Questo è uno dei miei primissimi test con il Quickshade della Army Painter (ho usato la tonalità “medium”).

Ero parecchio dubbioso, quindi mi son informato bene da chi già l’aveva usato. I consigli che ho ricevuto e che quindi ho messo in pratica son stati fondamentalmente due: tenere i colori un filo più chiari di come li si vorrebbe alla fine, e applicare il Quickshade a pennello anziché per immersione.

Confesso che ci vuole un po’ di coraggio per applicare quella sbobba marrone sul proprio modello amorevolmente (per quanto sommariamente) dipinto. Ma devo dire che il risultato finale è più che soddisfacente, soprattutto se paragonato al ridottissimo impegno necessario. Certo, si parla di pezzi destinati al tavolo da gioco, non a una vetrina, ma rispetto alla sempre più diffusa pratica di giocare con eserciti non dipinti, è un’alternativa davvero valida.
L’unico aspetto che mi ha fatto un po’ storcere il naso, è che le miniature così trattate risultano parecchio lucide e con un aspetto un po’ “ceroso”, ma la cosa viene mitigata parecchio applicando un leggero strato di coprente opaco.